Il momento delicato
Durante una ristrutturazione arriva sempre quel momento: guardi un lavoro, fai una pausa e dici che no, così non è eseguito a regola d’arte.
Da lì si apre un piccolo teatro.
“È normale, poi si sistema”
La prima reazione è quasi sempre la minimizzazione: “è normale”, “poi si sistema”, “non si vede”. Subito dopo l’attenzione viene spostata altrove, magari sui tempi o su quanto è venuto bene il resto. Se insisti, parte la spiegazione tecnica creativa, spesso più confusa che convincente.
La colpa è sempre di qualcos’altro
Quando non basta, la responsabilità viene scaricata su materiali, progetto o condizioni impreviste.
Intanto il tono cambia: meno disponibilità, più nervosismo. Far notare un errore non è mai visto come un controllo, ma come una sfida.
La promessa finale
La promessa è quasi d’obbligo: “tranquillo, lo sistemiamo”. Senza quando, senza come.
Solo raramente si arriva all’unica vera soluzione: riconoscere il problema e rifare il lavoro. Ma quando succede, è il segno che la regola d’arte ha vinto davvero.
